Storia – 2

Proprio in quegli anni a Firenze, con la morte di Altero Squaglia veniva a chiudere l’ultima bottega di tradizione per gli ottoni (ancora per storia3qualche anno, a Sesto Fiorentino, sarebbe stato attivo Enrico Guasti con la sua fabbrica di oboi) e così la nuova bottega venne ad assumere l’eredità dei costruttori toscani di strumenti a fiato. I primi anni, nel “bunker” di Via Veracini (un laboratorio seminterrato di m 9 x 3) furono faticosi, ma dal 1980 la Ditta Onerati si trasferì in prossimità del Teatro Comunale, in Via Il Prato 69/r, dove ha ancora la sede. (Piace qui ricordare, tra tanti che hanno accompagnato con simpatia la nostra ormai trentennale attività, alcune persone che non ci sono più, e che ci furono assai vicine nei primissimi anni, e cioè Mario Sabatini, Albertino Ravenni, Giovanni Bottichio e Mauro Malatesta). La nuova attività aveva delle caratteristiche che dovevano rivelarsi del tutto nuove e vincenti nel panorama del commercio degli strumenti musicali di quegli anni, e del quale non erano consapevoli neanche i protagonisti, che si trovarono a commerciare più per necessità che per vocazione (Romano era fiero della sua diversità di artigiano, e i ragazzi continuavano nel frattempo gli studi liceali e universitari): innanzitutto una passione per gli strumenti come attrezzi per la musica prima che come articoli di commercio e poi una voglia di approfondire, di viaggiare, di conoscere costruttori e artigiani in Europa e poi in tutto il mondo. Questo, senza mai perdere contatto con la realtà della gente che suona, dalle bande alle orchestre, dai ragazzi agli insegnanti. Così, quello che era un piccolo laboratorio nel panorama del mondo musicale toscano, si trovò, nell’arco di un decennio, ad essere un riferimento importante per i professionisti di tutta Italia, capace di importare strumenti da tutta Europa, dagli Stati Uniti e dal Giappone, pur mantenendo la sua caratteristica di occuparsi esclusivamente degli strumenti che era in grado di riparare.

 

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